il tempo della TERRA (e qualche consiglio per la semina)

tempi della terra, cascine medicee- prato 2015
tempi della terra, cascine medicee- prato 2015

Oggi c’era il sole, un buon sole. Ero fuori e mi sono spuntati in testa all’improvviso. Per un attimo ho rivisto i minuscoli cipressi piantati più di venti anni fa da mio padre in giardino. Ho rivisto il loro tronco esile, la chioma inesistente, erano miseri fuscelli al vento che sfidavano la verticale. Adesso li riguardo e sono ancora là. A troppi anni di distanza mi soffermo ad osservarli. Non avevo mai pensato al loro profilo crescere in silenzio. Sì, continuano a crescere e sono pinnacoli che puntano al cielo.

cipressi di una volta, prato , marzo 2015
cipressi di una volta, prato , marzo 2015

Qualcuno ci insegna che il seme, se viene seminato con cura, cresce ogni giorno, secondo i “tempi della terra”. Se la terra è buona crescerà più velocemente. Se non lo è crescerà lento , o forse mai.

Ci hanno detto e ridetto che la strada facile e quella più breve sono le migliori. Che tra due punti passa una linea soltanto. Il tempo è vita e la vita, più di ogni altra cosa, è curvilinea. Per la vita ci vuole il suo tempo, il ritmo delle stagioni e quello del giorno e della notte. L’evoluzione ha avuto bisogno di secoli e noi vorremmo tutto adesso. Il “Tutto e subito” non funziona a questo mondo. Vogliamo frutta fuori stagione. Mele perfette, senza l’ombra di un bachetto. Vorremmo che la nostra vita rifiorisse da un giorno ad un altro, senza impegnarci veramente per cambiarla alla radice. Vorremo vincere al superenalotto. Vorremmo trasformarci in quello che vorremmo in un attimo. Vorremo che i nostri sogni si materializzassero all’istante, vorremmo conoscere la scorciatoia per un domani perfetto, senza durare fatica.

pomodori sul nascere, marzo 2015
pomodori sul nascere, marzo 2015

“La terra è bassa”, diceva mio nonno. Bisogna chinarsi. E l’importante è seminare. Ogni giorno. In ogni gesto e in ogni parola. Seminare sorrisi, parole aperte, gesti di luce. Prendersi cura della terra. Annaffiare piantine e persone esili. Seminare segnali di speranza, di buona volontà. Di Gioia e Unione. Rimanere a contatto con la terra, con le piante. Seminare energia, anche quando attorno è tutto arido. Seminare entusiasmo, piuttosto che zizzania. Soffermarsi a guardarle.

“Il cattivo nasce da sé, Il bono neanche per sogno.” mi ha detto un contadino a proposito dei rovi e delle piante “bone da mangiare”. E un giorno, con i tempi della terra, se avrai seminato qualcosa di bono, nasceranno piccoli germogli e poi, piante, che se vorranno potranno toccare il cielo.

perché margherita è buona, prato, marzo 2015
perché margherita è buona, prato, marzo 2015

La terra ha i suoi tempi, e la natura è la somma maestra”, come diceva Leonardo Da Vinci. Le infrastrutture della società ci hanno tolto la memoria, facendoci dimenticare da dove proveniamo veramente. Sapere aspettare è sempre stata una qualità dell’uomo. Aspettava il raccolto. Aspettava le stagioni. Aspettava la primavera. E la primavera ritorna se sappiamo aspettare. E se avremo la buon volontà di seminare ci darà i suoi frutti.

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