la STORIA nel tuo specchio

ritratto di uomo, Velazquez - MET, NY 2012
ritratto di uomo, Velazquez – MET, NY 2012

Parole di un amico storico

 “Quando avete CINQUE MINUTI, mettetevi davanti ad uno SPECCHIO. Non per rimirarvi o per commiserarvi. Ma perché è quello che dovete fare se volete sapere che cosa è la STORIA.  Il colore dei vostri capelli, la sfumatura dell’iride, l’altezza, la tonalità di colore della pelle: direte che è il DNA. Giusto. Ma è un DNA figlio di avvenimenti, fatti, episodi che vi precedono. La figura che guardate allo specchio racconta di popoli che sono partiti, raggiunto le vostre terre e qui hanno deciso di insediarsi. Racconta di colonizzatori, invasori, nomadi o pellegrini; di soldati, schiavi ladri navigatori. Di genti arrivate dal Vicino Oriente, di Etruschi, Latini, Cartaginesi, Popoli del Nord, Arabi, Franchi, Longobardi, Goti e Ungari. Francesi e Spagnoli, Lanzichenecchi e Turchi. Cattolici, Ebrei, Musulmani, Politeisti e Catari; Vadesi e Protestanti. È un volto, quello che vedete, che nella sua unicità racchiude tutto ciò che è successo nel vostro paese e non solo.

strada etrusca di Vulci, 2014
strada etrusca di Vulci, 2014

E mentre pensate a questo, contemporaneamente, non fate altro che ripercorrere anche il divenire del vostro modo di pensare di come e perché lo fate  lo fate in quel modo. Che abbiate studiato o no, c’è un dna non visibile in ognuno di noi ed è il risultato di un’invasione che si è protratta nel tempo, e i suoi protagonisti sono i filosofi della Grecia classica, quelli arabi dell’Età di Mezzo; i Padri della Chiesa ed i suoi dottori; i pensatori dei Lumi e prima ancora Cartesio, Spinosa, Lebniz e poi Hegel Kant Nietzsche e via sino a ieri. Cosa poi ne è stato fatto dei loro pensieri è una strada che non volge sempre al sereno…

ritratti di uomini, Firenze e NY, 2012 (Dante e Warhol)
ritratti di uomini, Firenze e NY, 2012 (Dante e Warhol)

Quindi PERCHE’ LA STORIA? Perchè è inevitabilemente parte di me. Come persona e come sfondo in cui vivo. Ciò che mi circonda è stato un divenire, plasmato, creato, inventato, e lentamente portato a ciò che è adesso e che così sarà per poco. Perchè la storia ha nell’uomo il suo soggetto e attore unico. Perchè una volta dentro la storia, tolta la noia dell’insegnamento scolastico di nomi e date, non smetti di farti domande. Perchè sono curioso di sapere perchè le cose sono così come appaiono e non in modo diverso. Perchè quell’edificio è proprio in quel posto e perchè è stato costruito così. Cosa c’è dietro un dipinto di Michelangelo. Come ha segnato la storia il colpo di un falconetto che ha ucciso Giovanni dalle Bande Nere.

quadrilatero, palazzo vecchio, Firenze 2009
quadrilatero, palazzo vecchio, Firenze 2009

La storia perchè purtroppo ciò che comunemente riteniamo sia avvenuto, è, nella stragrande maggioranza dei casi, diametralmente opposto a ciò che realmente è successo. (Se i pratesi conoscessero davvero la storia del loro sacco, non odierebbero affatto Firenze; casomai i lanzi spagoli/tedeschi/svizzeri o al limite i Medici!).

La storia obbliga a non accontentarsi delle spiegazioni date, ad andare affondo nelle cose, soprattutto a guardare della monete non solo le 2 facce, ma anche il taglio. A non andar dietro alla maggioranza delle opinioni e ad avere uno spirito critico iniziando dalle proprie opinioni.

La storia perchè non è mai la stessa e dire che non c’è niente di nuovo sotto il sole significa accontentarsi di una superficie simile, senza la fatica di vedere le differenze che ne sono il cuore. La storia perchè la mania dei complotti è solo un modo per apparecchiare una tavola con portate lussuriose per i più golosi e ingordi di facili spiegazioni, quelli che si riempiono la pancia, ma non gustano mai le pietanze. Quelli che vogliono sentirsi dare quelle risposte.

cerchio, nuraghe di Barumini, 2014
cerchio, nuraghe di Barumini, 2014

La storia perchè il PAESE in cui siamo nati ne è la quintessenza.

Soprattutto la storia perchè è lentezza, riflessione, difficoltà; libri da leggere, persone da ascoltare, scrittura. Non è veloce, non è risolutiva, non è facile. Ed è in continuo divenire, cresce. Non è possibile mettere un punto fermo su argomento della storia; un documento ritrovato domani potrebbe completamente stravolgerla.

A scuola quasi tutti odiano la storia e non è certo loro la colpa; i tempi, ma non solo quelli, non permettono di insegnarla in modo approfondito, e non è certo una disciplina che apra infinite possibilità lavorative per sceglierla come materia di laurea. Ma quanto appassionano le trasmissioni su Roma o il Medioevo con i suoi cavalieri. Ma quanti poi pur avendola odiata si sono trovati ad essere affascinati dagli assurdi racconti sui templari, gli eretici, il Graal e affini. Ne sono affascinati perchè in fondo sono “storie” che parlano anche di loro, raccontate magari in modo accattivante e sostanzialmente falso. Quanto piacciono i film storici, o le pseudo-serie storiche! Beh, la storia, quella realmente accaduta è infinitamente più affascinante, incredibile e intricata di qualsiasi cosa Dan Brown possa inventare o Voyager far vedere.

facce romane, museo nazionale di Cagliari 2014
facce romane, museo nazionale di Cagliari 2014

Quando si ha la fortuna di incontrare una persona che ha la capacità di raccontare la Storia non si può far altro che ascoltare in silenzio il suo racconto, e se ci pensate bene non facciamo niente di diverso dalla platea dei Feaci e del loro re Antino che ascoltano in silenzio Ulisse narrare la sua storia.

ombrello
ombrello etrusco, Museo archeologico di Tarquinia 2014

Bene. I cinque minuti credo proprio siano passati. Adesso potete tornare ad usare lo specchio per i vostri bisogni oppure a fare altre cose. Questi cinque minuti, se sieti arrivati fin qui possono voler dire solo due cose: o che non avevate proprio niente di meglio di fare o che forse avete voglia di conoscere una STORIA. Magari la VOSTRA.

TUTTE parole di FRANCESCO GRASSI, mio grande e storico amico da sempre. Gli avevo chiesto di raccontarmi PERCHE’ appassionarsi della storia, io ne ho capito tardi il valore ma vorrei che i miei figli non facessero il mio stesso errore. Parole da lasciare come testamentos ai miei figli, ai posteri e a chiunque voglia perdere 5 minuti del suo tempo e della sua storia. Grazie France.
l'urlo ai tempi dei nuraghi, (e non di Munch), Museo nazionale di Cagliari 2014
l’urlo ai tempi dei nuraghi, (e non di Munch), Museo nazionale di Cagliari 2014

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